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“La Nebbia degli orizzonti lontani” dello scrittore barese Michele Diomede, romanzo imperniato sulla figura di Leonardo da Vinci, è edito dalla Flamingo, una piccola ma assai meritoria casa editrice della Svizzera italiana, che già da qualche anno, grazie soprattutto agli sforzi del suo editore, lo psichiatra Orlando del Don, si sta distinguendo sempre più nel panorama culturale ticinese per la capacità, avulsa da ogni scopo di lucro, di attrarre talenti, animare dibattiti, proporre di volta in volta temi inusitati e affascinanti. In questo lavoro, Diomede affronta dunque Leonardo adottando la tecnica della narrazione in prima persona; scelta oltremodo coraggiosa, considerando l’enorme portata intellettuale, artistica e umana del personaggio, considerato senza ombra di dubbio tra i più grandi geni dell’umanità. La domanda che trapela e che avvince il lettore già dalle prime pagine non poteva che essere la seguente: chi era davvero Leonardo da Vinci? L’immagine ricorrente è quella consumistica, assimilabile per molti versi alle icone pop art di Andy Warhol, alle forme stereotipate di Monna Lisa, a quelle altrettanto sfruttate dell’uomo vitruviano; anche gli appellativi sono una sorta di coazione a ripetere: creativo per antonomasia, artista ineguagliabile, scienziato precorritore dei secoli, sintesi del Rinascimento, ecc. A dispetto di quanti ne fanno un inventore compulsivo, stregonesco, continuamente impegnato a tramandarci enigmi misteriosi, complicatissimi doppi sensi, segreti codici ineffabili e altro materiale esoterico oggi variamente sfruttato dall’industria letteraria e cinematografica, il figlio illegittimo e autodidatta del notaio Piero da Vinci incarna in questo libro anzitutto il prototipo di scienziato portato a indagare la natura, adoperando il sapere pratico di chi confida nella ragione e nell’esperienza. Questa biografia romanzata, dunque sempre rispettosa e attenta alla moderna ricerca storiografica, ha l’ambizione di restituire tutta la sua umanità a un artista e studioso dotato di curiosità e immaginazione senza pari, ma al quale spesso si affibbia non senza superficialità e retorica la qualifica di “genio”, quasi assimilandolo a un supereroe dotato di poteri interdetti all’uomo comune. Leonardo, insofferente alla grammatica e alquanto mediocre nel far di conto, ne riderebbe per primo. Fuori dall’ordinario, è semmai la propensione al fantastico, la capacità di far previsioni e anticipare i tempi che ancora oggi, in epoca di memorie virtuali e di supercomputer da milioni di miliardi di calcoli al secondo, ci lascia ammirati, sbalorditi, commossi. Michele Diomede, “La Nebbia degli orizzonti lontani”, edizioni Flamingo, pag. 251, euro 1.

Articolo di baritoday.it

 

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