Un giovane ragazzo, sotto pseudonimo, condivide il suo cammino attraverso le ombre della tossicodipendenza. “Qualcuno leggerà le mie parole?” racconta un percorso di disintossicazione, che rivela le difficoltà e i traguardi raggiunti durante un ricovero volontario in una clinica psichiatrica, quando la vita dell’autore sembrava aver toccato il fondo.La forza di volontà, un’intensa introspezione, l’attività fisica e la musica, diventano strumenti di salvezza.
Questo racconto invita alla riflessione e offre speranza a chiunque stia affrontando una lotta interiore con il demone dell’assuefazione.
Alessandro, nato a Mendrisio negli anni ’90, cresce nei sobborghi di Lugano. Da bambino vivace e socievole non tollera le ingiustizie, affrontandole anche con la violenza. Durante gli anni scolastici si distingue per i buoni risultati, ma entra in conflitto con la legge per piccoli reati. Da adolescente frequenta le piste da hockey e partecipa a movimenti politici di estre- ma sinistra, finendo spesso nei guai. L’alcol e le droghe diventano una costante finché, nel mondo del lavoro, trova stabilità e riconosci- menti per le sue doti artigianali. La nascita del figlio lo porta a ridurre il consumo di sostanze, ma eventi personali lo fanno ricadere in cattive abitudini.