Scacco Matto a Capitol Hill di Moro Moreno

Alleanze, cambi di strategia, imprevisti e colpi di scena che travolgono il lettore. “Scacco matto a Capitol Hill”, il secondo romanzo di Moreno Moro, inchioda il lettore alle pagine con il suo stile ipnotico. Se siete alla ricerca di un romanzo dal ritmo incalzante, siamo certi che in questo caso ne rimarrete soddisfatti. Con la metafora del gioco degli scacchi, l’autore descrive il susseguirsi serrato di eventi che ribaltano di volta in volta la situazione. Il bianco e il nero, il bene e il male, si scontrano fino quasi a fondersi. La tesi implicita ci indica che anche nella vita ci sono confini sottili tra ciò che è bene e ciò che non lo è. Molto spesso basta un cambio di prospettiva per farci mutare totalmente idea su quella che ci sembrava la realtà dei fatti. Un thriller geopolitico che soddisfa i palati del lettore più esigente, non solo per l’esperienza adrenalinica, ma anche per le nozioni geografiche, politiche e culturali dei luoghi in cui è inserita la vicenda. Difatti, Moreno Moro è apprezzato dai suoi lettori per il grande lavoro di ricerca che realizza durante la stesura del testo. Questo permette di imparare qualcosa di nuovo attraverso il piacere della lettura. “Quando una parola, anche straniera, un modo di dire piuttosto che un acronimo o una citazione mi incuriosiscono, cerco di entrare nel dettaglio immaginando che il mio interesse possa coincidere con quello dei lettori, senza pensare che forse ne sanno più di me”, spiega Moro. Un libro, dopotutto, dovrebbe insegnare e intrattenere. “Scacco matto a Capitol Hill” riesce in entrambi gli intenti, con maestria e uno stile appassionante.

Paola Bernasconi

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