“Risveglio” – Paolo Pellicini

Si parte per un viaggio perché si pensa di poter stare meglio nel posto in cui si è diretti, o perché proprio non si sta bene dove si sta. Ne è convinto Paolo Pellicini, Docente di Scienze Umane e Filosofia presso l’Istituto Elvetico di Lugano e Cultore in Psicologia Sociale della Comunicazione presso l’Università dell’Insubria di Varese.

Un libro, un percorso, un viaggio. Come definire Risveglio? In primis, un tragitto attraverso l’arte, la bellezza, il mito. Pellicini afferma che si tratta di “un saggio, nato da una Voce interiore, che mi invitava a ritornare alla mia ricerca originaria iniziata nel 2007: l’importanza del linguaggio simbolico nella realtà di tutti i giorni” (fa riferimento a un suo precedente testo, scritto con Giuseppe Toller, Silenzio Simbolo Sublimazione). “Il libro invita a credere nell’immaginazione simbolica, nella rêverie, nella fantasia… insomma nell’arte perché l’arte ha ruolo pedagogico fondamentale per elaborare una propria identità fatta di gusto, emozioni, sentimenti, unicità, doni da condividere e anche provocazioni contro-corrente, provocazioni contro-verse”.

Risveglio è un volume assieme semplice e complesso, sia nei contenuti che nella struttura. Abbraccia il passato, ripercorrendo miti e immagini attraverso l’arte, con l’intento di guarire il presente. E rendere il futuro migliore. 

Tanti significati per un libro, che non poteva che essere caratterizzato da molti linguaggi. Un saggio ‘polifonico’ che mescola in modo geniale e originale pittura, poesia, letteratura e psicologia-filosofia, intuizione e riflessione, emisfero destro e sinistro. 

Si compone di sette capitoli. Ciascuno inizia con un’immagine che sintetizza in modo intuitivo il messaggio che viene poi sviluppato in profonde riflessioni. Dal dipinto si passa a poesie, sculture, pitture e romanzi, da artisti famosi (Van Gogh, Munch, Chagall) ad altri contemporanei della Regione Insubrica (Elena Rede, Italo Corrado, Marika Laganà, Vincenzino Vanetti, Daniele Passera, il Ferromonte).

Perché il tema è così attuale? Heidegger ha scritto che “Ormai solo un Dio ci può salvare”. L’autore si chiede da che cosa: “Basta vedere un tg e osservare la società per capirlo: scadimento nei divertimenti banali, linguaggio volgare, sfruttamento di persone e della terra, droga-sballo, violenza, benessere materiale surrogato della felicità, la cui immagine simbolo è il caradrio, uccello vorace che subito dopo il pasto evacua. Platone lo cita nel Gorgia nel discorso di Socrate con Callicle per raffigurare l’uomo dissoluto alla perpetua ricerca dei piaceri”, ci spiega. L’uomo, però, vuole andare oltre? “Secondo lo storico delle religioni Mircea Eliade (autore de Il sacro e profano), l’uomo ha recluso questo desiderio nell’inconscio, è stato dimenticato. L’idolatria della sola Ragione strumentale, utilitaristica e scientistica ha ridotto l’uomo a una sola dimensione (citando Marcuse). L’uomo non sembra più desiderare ciò che è bello, nobile e divino, ma solo ciò che è utile, funzionale, efficiente. Eliade invitava proprio psicologi, filosofi – alla fine del suo libro – a ricercare una via per risalire…”.

Quale via, quindi, per risalire? Pellicini, e con lui Platone, Dostoevskij, Hillman, Mottana, Dallari, crede che occorra la riscoperta del linguaggio simbolico, in particolare del linguaggio dell’arte.

Da qui nasce Risveglio. Parte dalla valenza del viaggio, positiva e negativa e invita il lettore a un percorso che tocca quattro perle di Bellezza eterne: l’archetipo dell’infanzia o Altro in sé, l’Altro fuori di sé nelle relazioni interpersonali (eros e amicizia) e nell’arte, e infine la vita contemplativa. Un viaggio affascinante.

Paola Bernasconi

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