Lolita – Vladimir Nabokov

La parola “per sempre” si riferiva solo alla mia intima passione, a quell’eterna Lolita che si rifletteva nel mio sangue. La Lolita dalle creste iliache non ancora dischiuse, la Lolita che oggi potevo toccare, e annusare, e udire, e vedere, la Lolita dalla voce stridula e dai capelli di un sontuoso castano, lisci sulla frangia, messi ai lati del viso e ricci sulla nuca, e il collo caldo e appiccicoso, e il lessico volgare: “schifo”, “super”, “bestiale”, “fesso”, “moscio” – quella Lolita, la mia Lolita, il povero Catullo l’avrebbe perduta per sempre.

Pubblicato nel 1955, questo romanzo non smette di suscitare dibattiti e riflessioni profonde su temi complessi, affrontati con uno stile letterario straordinario.

La storia è narrata in prima persona da Humbert Humbert, un intellettuale europeo di mezza età che si trasferisce negli Stati Uniti e sviluppa un’ossessione per Dolores Haze, una dodicenne che lui chiama “Lolita”. Il punto di vista soggettivo e manipolatorio vi getterà in una spirale di attrazione e repulsione, facendo emergere la forza del romanzo: l’ambiguità.

Nabokov non giustifica né condanna apertamente Humbert, ma lascia che siate voi a confrontarvi con il tormento etico che tale relazione proibita porta con sé.

Ciò che rende Lolita un’esperienza unica è la scrittura di Nabokov. L’autore infonde al testo una musicalità ipnotica. Il linguaggio è elegante, ricco di metafore, giochi di parole e descrizioni che rendono ogni pagina un capolavoro. La voce di Humbert è seducente ma anche inquietante. Verrete catturati da una rete di emozioni contrastanti.

Nonostante il tema controverso, Lolita non è semplicemente una storia su un’ossessione amorosa. È un romanzo che parla di desiderio, potere e perdita. Nabokov riesce a mostrarci la fragilità e la complessità dell’uomo attraverso i suoi personaggi. Lolita, spesso vista solo attraverso gli occhi di Humbert, emerge come una figura tragica, vittima di una società che tende a ignorare la voce dei più giovani.

Lolita non è un libro facile da leggere né da dimenticare. Un viaggio attraverso i confini della morale e della bellezza artistica. Se siete amanti della grande letteratura e cercate un’opera che vi metta alla prova e vi lasci a bocca aperta questo è il romanzo che fa per voi.

Diego Salvagio

 

 

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