Avendolo più volte l’Isabetta guatato, avvenne che egli le ‘ncominciò stranamente a piacere. Di che Lorenzo accortosi e una volta e altra, similmente, lasciati suoi altri innamoramenti di fuori, incominciò a porre l’animo a lei; e sì andò la bisogna che, piacendo l’uno all’altro igualmente, non passò gran tempo che, assicuratisi, fecero di quello che più disiderava ciascuno.
Immaginate che fuori dalle vostre mura infuri una terribile epidemia. Vi ricorda qualcosa? Quasi sette secoli prima della pandemia che abbiamo vissuto, Giovanni Boccaccio aveva già immaginato una situazione simile nel suo Decameron: un gruppo di giovani che, per sfuggire alla peste, decide di raccontarsi storie per dieci giorni.
Il Decameron è un libro che, pagina dopo pagina, sorprende, diverte e scandalizza. Non aspettatevi predica o morale; Boccaccio racconta gli uomini e le donne come sono: imperfetti, furbi, a volte ridicoli, ma sempre vivi.
Le cento novelle del Decameron sono un tesoro di storie: amori proibiti, truffe, colpi di scena inaspettati e persino momenti di malinconia. I protagonisti potremmo essere noi, con le nostre contraddizioni e i nostri desideri.
Volete avere un’idea dei racconti del Decameron? Eccovi un paio di esempi: la novella di Rustico e Alibech, una ragazza ingenua che vuole “mettere il diavolo in inferno” e finisce in una situazione a dir poco ridicola. Oppure quella di Federigo degli Alberighi, un uomo disposto a sacrificare tutto per amore. Boccaccio passa dall’ironia alla tenerezza più autentica, regalando un’immagine completa della natura umana.
L’autore, inoltre, con il suo spirito irriverente e la sua capacità di svelare le ipocrisie della società, scrive delle storie attuali ancora oggi. È impossibile non ridere di fronte ai personaggi che cercano di imbrogliare il prossimo, ma finiscono per essere ingannati a loro volta.
Il Decameron ci ricorda che, anche nei momenti più difficili, l’essere umano trova sempre un modo per sorridere, per amare e per raccontare storie. È un libro che celebra la resilienza, l’ingegno e la risata più pura.
Non lasciate che il Decameron resti solo un nome su una bibliografia scolastica, leggerlo con degli occhi più maturi potrebbe portarvi nuove emozioni.
Diego Salvagio
