Gli esseri umani, in fondo, non sono cattivi. Si lasciano solo entusiasmare dalle novità, e allora, magari, decidono di indossare abiti militari e sparare a qualcuno, oppure di indossare lenzuola bianche e linciare qualcun altro, o ancora di indossare jeans stinti e suonare la chitarra, davanti a qualcun altro ancora. Offrite alla gente un credo nuovo e un bel costume di scena, e vi si concederà anima e corpo.
Quando pensiamo all’Apocalisse tutti noi immaginiamo fiamme e dannazione. Magari anche i quattro cavalieri e un bel po’ di urla.
Buona Apocalisse a tutti! non è nulla di simile. O meglio, la storia è quella ma aggiungeteci un angelo appassionato di rarità letterarie, un demone stanco e un giovane Anticristo che preferisce giocare invece che portare sangue e distruzione.
Il romanzo è stato scritto a quattro mani: Terry Pratchett con la sua satira brillante e la capacità di rendere grottesca anche la scena più seria, e Neil Gaiman, genio delle atmosfere cupe e spettrali.
Buona Apocalisse a tutti! è un romanzo che funziona. Ogni svolta narrativa come ogni personaggio bizzarro è al posto giusto, al momento giusto. È una caricatura della religione, della burocrazia (divina e infernale) e degli esseri umani.
Si ride spesso, ma non è una risata sciocca. È quella risata intelligente, che parte quando si riconosce qualcosa di assurdo e si decide di riderne invece che piangerci sopra.
Il linguaggio è agile, pieno di ironia e descrizioni assurde. Ma in mezzo a tutto questo c’è una riflessione sincera sulla possibilità del cambiamento.
In un’epoca in cui l’apocalisse sembra sempre più prossima, Buona Apocalisse a tutti! ci ricorda che la fine del mondo può anche essere l’inizio di qualcosa. Che possiamo riscrivere il nostro destino e che anche il bene e il male, alla fine, sono concetti dalle mille sfumature.
Diego Salvagio
