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L'autore misterioso
"Voglio fare una scommessa. Un esperimento. Forse una follia..."

Una proposta insolita...

Uno scrittore, che desidera rimanere nell’anonimato, vuole lanciare un progetto aperto a chiunque desideri cogliere l’occasione di scrivere un romanzo epistolare a 4 mani. Si tratta di un’idea innovativa, un esperimento che, l’autore scommette, porterà alla realizzazione di un testo insolito.

Questa è l’email che abbiamo ricevuto

“Spettabile Flamingo Edizioni,

vi contatto per una proposta insolita.

Voglio fare una scommessa. Un esperimento. Forse una follia.

Ad oggi ho scritto e pubblicato due romanzi, ma per questo progetto chiedo di rimanere nell’anonimato perché il genere che andrei ad affrontare è decisamente lontano dalle mie prime pubblicazioni e il risultato che spero di ottenere non è vincolato a nessuna norma letteraria, etica o canonica.

Vi chiedo di pubblicare la prima lettera del protagonista, quella che darà il via allo svolgersi della vicenda. Chiunque vorrà potrà rispondere e io mi occuperò di proseguire selezionando una fra le risposte più promettenti.

Lo scambio di mail potrebbe interrompersi laddove dovesse mancare il guizzo creativo da una delle due parti.

Si tratta quindi di una sfida con se stessi ma anche con l’altro. Una sorta di “gioco al rialzo”, che vorrebbe creare un terreno fertile per colpi di scena e innovazione.

Nella speranza che possiate prendere in considerazione il mio progetto e farvene portavoce, sono anche intenzionato a proporlo alla vostra casa editrice per la pubblicazione quando questo sarà terminato. I motivi che mi hanno spinto ad individuare proprio voi sono diversi, tra i quali il fatto che abbiate pubblicato recentemente un libro (parlo di “Ultimo Atto” di Johan L. B.) che reputo innovativo e decisamente “fuori dagli schemi”, come vorrebbe essere anche questo di cui mi occuperei personalmente.

Ecco dunque la mail/incipit di quello che vorrei far diventare il romanzo epistolare: 

Miro alla testa, aumento lo zoom del mirino. Il soldato che tra poco si accascerà a terra è girato di spalle. Inspiro e mi affido alla mano ferma concessa dal diazepam assunto poco fa.

Sparo, colpendo proprio il centro della nuca. Il soldato cade, in una pozza di sangue.

Dall’alto del palazzo su cui sono appostato passo subito al prossimo bersaglio.

Ripeto meccanicamente da capo le operazioni appena concluse.

Le scie di sangue spariscono poco dopo essere state sparse al suolo.

Inizio ad annoiarmi: sto sbadigliando.

Decido di colpire i civili. Stesso procedimento: miro, zoom e sparo.

Miro, zoom e sparo.

Ma non mi basta. Continuo a non divertirmi.

Prendo di mira i miei alleati.

Miro. Zoom. Sparo.

Il sangue macchia il terreno e poco dopo sparisce.

Basta, cambio scenario.

Ora sono alla guida di un’auto sportiva. Sfreccio rapido in una città dell’America centrale.

A bordo strada sosta un capannello di persone che trovo molto invitante.

Premo sull’acceleratore e punto in modo deciso verso di loro.

Li investo come birilli.

La maggior parte cade a terra e quelli che se la sono cavata fuggono urlando.

Arresto la macchina. Scendo e raccolgo i soldi che aleggiano sui loro corpi morti.

Risalgo rapido sull’auto e torno a correre per le strade finché dietro di me appaiono alcune  auto della polizia a sirene spiegate.

Mi attraversa una leggera adrenalina e inizio a immaginare la fuga perfetta, o la mia morte.

Salgo a tutta velocità su un ponte e sterzo bruscamente a destra, precipitando nel fiume con l’auto.

Sono morto.

Ricompaio vivo al di fuori di un ospedale. Ancora una volta con la mia vita e la mia noia in mano.

Da tempo trascorro le mie giornate così: davanti al pc, ai videogiochi o facendo scorrere le vite degli altri con un pollice su uno smartphone.

Ma ora eccomi qui a scrivere. Ma a chi?

Forse sto solo scrivendo a me stesso. Dopotutto ormai non interagisco con nessuno al di fuori di me stesso da… quando? Nemmeno lo ricordo.

Sono convinto di non aver bisogno di nessuno e, anzi, che “gli altri” siano solo una seccatura.

La mia comfort zone si è ristretta fino a coincidere con la mia stessa pelle.

Ma ora scrivo a te.

A te, che probabilmente nemmeno mi risponderai. A te, che magari proprio come me ti senti comodo solo fino alla tua pelle e oltre a quella non tolleri nulla, nemmeno la luce del sole.

O magari a te, che invece conosci ancora il piacere delle piccole cose. Quelle piccole cose che io ho dimenticato e che non voglio nemmeno ricordare per il senso di inadeguatezza che mi sbattono in faccia ogni volta che ci penso.

Scrivo a te, a un indirizzo mail a caso, perché ora voglio vivere qualcosa di più vero: tutti questi schermi iniziano a non  bastarmi.

E tu? Chi sei? Ma, soprattutto, ci sei?

D.”

Le regole del "gioco"

  1. Il progetto è stato lanciato da un autore, che vuole rimanere nell’anonimato, in collaborazione con la Flamingo Edizioni;
  2. L’autore misterioso ha scritto un incipit e cerca un secondo autore per proseguire il racconto/romanzo epistolare;
  3. Per proseguire e candidarvi, quindi, è necessario scrivere una mail a lautoremisterioso@gmail.com con la risposta alla prima mail/incipit
  4. L’autore misterioso prenderà in considerazione solo le mail con un contenuto relativo al proseguimento della storia (non serve presentarsi, inoltrare CV o spiegare le motivazioni che vi hanno spinti a cogliere la “sfida”);
  5. L’autore misterioso deciderà in modo autonomo e non vincolante di rispondere o meno a qualcuno;
  6. Lo scambio di mail potrebbe interrompersi laddove dovesse mancare il guizzo creativo da una delle due parti;
  7.  I vostri contenuti saranno trattati con la naturale riservatezza che destiniamo a chi ci inoltra le proposte di pubblicazione;
  8. Al momento non ci sono termini di scadenza del progetto. Naturalmente, laddove lo scambio avesse inizio, sarà bene essere costanti a meno che non si decida di abbandonare il progetto intrapreso;
  9. Non vi resta altro che stare al gioco e divertirvi